• Baci di dama con farina integrale (quelli buoni, che si sciolgono in bocca!)

    I cambiamenti fanno paura. Per quale arcano motivo dovremmo lasciare qualcosa di certo e conosciuto per qualcosa di incerto, che potrebbe magari danneggiarci? Questo meccanismo di difesa l'abbiamo ereditato dai nostri antenati preistorici, ed è scolpito in un angolino buio del nostro DNA. Molte delle nostre arrivano dal passato, quando la sopravvivenza dipendeva in gran parte dalla velocità di fuga. E, a pensarci bene, ancora oggi una delle cose che sappiamo fare meglio è scappare.

  • Torta Duchessa di Parma in versione mignon

    Come si sarà sentita Maria Luisa d'Austria, seconda moglie di Napoleone, in quel lontano 19 aprile del 1816, quando varcò il fiume Po percorrendo a piedi un ponte di barche lungo più di trecento metri? L'Impero era finito, suo marito era prigioniero, e il Congresso di Vienna le aveva assegnato un piccolo Ducato avvolto tra le nebbie della Pianura Padana.

  • Risotto al Castelmagno, nocciole delle Langhe e miele di castagno.

    La primavera è la mia stagione preferita. La natura si risveglia dopo i lunghi mesi invernali ed è tutta un’esplosione di colori, profumi, canti di uccellini e ronzii di api. Chi mi conosce, sa della mia passione per le api e per il miele, anzi per i mieli.L’Italia, infatti, è l’unico Paese al mondo a vantare oltre 60 diverse tipologie di mieli, ognuno dei quali trova la sua identità d’origine nelle tante e diverse fioriture regionali che costituiscono il patrimonio ambientale italiano, soprattutto nelle aree della nostra macchia mediterranea. Da questo vastissimo ed eterogeneo territorio, le api traggono la materia prima che darà origine alla tipicità dei singoli mieli: di montagna, di…

  • Parmigiana di Melanzane

    Tra strati di melanzane (rigorosamente fritte!), salsa preparata con pomodori di stagione, basilico fresco e formaggi filanti si nasconde uno dei piatti più amati della cucina italiana. Le sue origini sono controverse, difficile è ricostruirne la storia,  tanto che Campania, Sicilia ed Emilia Romagna si contendono la paternità. Il termine "parmigiana" rimanda subito al Parmigiano Reggiano, formaggio tipico dell'Emilia Romagna, ma secondo il dizionario Devoto-Oli, il termine significa "cucinare alla maniera dei parmigiani", ossia degli abitanti della città di Parma, e vuol dire cucinare dei vegetali a strati...

  • Ris e vartis ossia risotto ai germogli di luppolo selvatico

    Da quando cucinare è diventato anche il mio lavoro, il tempo per il blog si è quasi azzerato. Niente più esperimenti nella cucina di casa, niente più set fotografici improvvisati negli angoli più improbabili, niente più notti passate a scrivere ricette o a raccontare storie di cibo o di tradizioni. Tanto che mi sono dimenticata di postare questa stupenda ricetta tipica della zona tra Parma e Piacenza, realizzata con i germogli di luppolo selvatico, che si possono raccogliere solo in primavera, indicativamente tra marzo e maggio. Una ricetta che merita di essere condivisa, in quanto è portavoce di quella genuina semplicità che ha sempre caratterizzato la cucina povera, fatta di…

  • Torta Susanna: la crostata golosa di Parma

    Adoro questa torta fantastica per tanti motivi: per la sua soffice crema di ricotta, per il delizioso strato di cioccolato fondente, per la base di friabile pasta frolla, per avere il mio stesso nome e, infine, per essere originaria di Parma, la mia città. Chi l'abbia inventata, dove e quando non ci è dato saperlo, o almeno non esistono fonti ufficiali in merito, ma sono sicura che qualche famiglia, o qualche ristoratore, ne conosca la vera leggenda....

  • I Canestrelli di Alessandra per ritornare in cucina ed inaugurare il nuovo anno

    In questo nuovo anno mi ci sono ritrovata, non so spiegare come, ma mi ci hanno trascinata gli eventi, i giorni, i pensieri e, mio malgrado, anche le notti tra incubi e deliri dovuti alla febbre. Per noi ormai è un must, se non passiamo le festività natalizie a letto con qualche malanno, non siamo mica contenti! Quindi il Natale è arrivato, ed è pure passato, così come Capodanno, ed io nemmeno me ne sono accorta. Il mio blog era ormai abbandonato da tempo, sentivo la sua tristezza ed il suo lamento. In mezzo alla mia confusione, alla mia vita in disordine, ai miei pensieri uno accavallato sull'altro, alla mia…

  • Gli amaretti di Nicola per Quanti modi di fare e rifare

    Finalmente torno a partecipare all'appuntamento mensile con la cucina aperta di Quanti modi di fare e rifare, questa volta con una profumata ricetta dolce, gli amaretti di Nicola e Clara, amici no-blogger della Cuochina e delle carissime Anna e Ornella. Per quanto il blog rappresenti per me un un importante momento di crescita, di studio e di libero sfogo della mia creatività, il tempo che riesco a dedicarvi spesso è limitato. Così capita raramente che riesca a pubblicare più di un paio di articoli al mese, nonostante la mia attività ai fornelli produca un numero sicuramente più elevato di ricette. E' sufficiente che alcuni impegni di famiglia si accavallino, o…

  • Di tortelli d’erbette, di ravioli, di cucina parmigiana e di altre storie

    Oggi sono praticamente sinonimi: magari hanno forme diverse o cambiano nel ripieno, ma i nomi sono di fatto intercambiabili. Parlo dei “tortelli” e dei “ravioli”. Ma in origine non era così. Nel Medioevo, quando fu inventata la pasta ripiena, con la parola "Tortello" veniva indicato l'involucro di pasta esterno. Il termine derivava da "torta", una specialità gastronomica dell'epoca, geniale invenzione per racchiudere, cuocere e trasportare il cibo dentro una crosta di pane poco lievitata, spesso dura ed immangiabile. In una civiltà che stava nel frattempo sviluppando la cultura della pasta, nacque in modo naturale l'idea di utilizzarla, dopo averla ritagliata in piccoli pezzi, per contenere ripieni ed ingredienti di vario…

  • Ossa dei morti di Parma per il Calendario del Cibo Italiano

    Fin dalla notte dei tempi, in diverse parti del mondo, si è andata sviluppando una stretta relazione fra morte e cibo; le motivazioni per cui il cibo ha assunto grande importanza in tale contesto variano da cultura a cultura. Tra Romani, Greci, Etruschi e in tutto il bacino del Mediterraneo, esisteva un linguaggio alimentare specifico, fatto di riti ancestrali. Il banchetto funebre non era solo un rituale religioso, ma in primo luogo una tradizione, volta ad onorare i morti, come se fossero ancora in vita. Il cibo veniva preparato con amore, così che il defunto si sentisse ancora benvoluto e parte integrante della famiglia.