Pavlova ai frutti di bosco e…buon Natale a tutti!

A conclusione di un anno speciale, fatto di partenze in salita, cadute, riprese ed emozionanti scalate, un anno durante il quale mi sono rimessa in gioco trovando finalmente la mia strada, ho scelto la Pavlova, così maestosa, elegante, sensuale, e allo stesso tempo fragile ed eterea, per augurare a tutti buon Natale e buon Anno nuovo, in primis a chi mi ha sostenuto e ha creduto in me

Di tortelli d’erbette, di ravioli, di cucina parmigiana e di altre storie

Oggi sono praticamente sinonimi: magari hanno forme diverse o cambiano nel ripieno, ma i nomi sono di fatto intercambiabili. Parlo dei “tortelli” e dei “ravioli”. Ma in origine non era così. Nel Medioevo, quando fu inventata la pasta ripiena, con la parola "Tortello" veniva indicato l'involucro di pasta esterno. Il termine derivava da "torta", una specialità gastronomica dell'epoca, geniale invenzione per racchiudere, cuocere e trasportare il cibo dentro una crosta di pane poco lievitata, spesso dura ed immangiabile. In una civiltà che stava nel frattempo sviluppando la cultura della pasta, nacque in modo naturale l'idea di utilizzarla, dopo averla ritagliata in piccoli pezzi, per contenere ripieni ed ingredienti di vario genere

Ossa dei morti di Parma per il Calendario del Cibo Italiano

Fin dalla notte dei tempi, in diverse parti del mondo, si è andata sviluppando una stretta relazione fra morte e cibo; le motivazioni per cui il cibo ha assunto grande importanza in tale contesto variano da cultura a cultura. Tra Romani, Greci, Etruschi e in tutto il bacino del Mediterraneo, esisteva un linguaggio alimentare specifico, fatto di riti ancestrali. Il banchetto funebre non era solo un rituale religioso, ma in primo luogo una tradizione, volta ad onorare i morti, come se fossero ancora in vita. Il cibo veniva preparato con amore, così che il defunto si sentisse ancora benvoluto e parte integrante della famiglia.

Speghetti da Quaresima di Pellegrino Artusi ricetta n. 103

Ho preparato questa ricetta tempo fa, per il Calendario del Cibo Italiano, in occasione della Settimana della Cucina della Penitenza, della quale ho avuto il piacere di essere ambasciatrice insieme alla carissima Alessandra. Ormai il periodo della Quaresima ce lo siamo lasciato alle spalle, e la nostra prospettiva è completamente indirizzata verso un'estate che stenta ad arrivare, anticipata da una primavera fatta di temporali, raffiche di vento, piogge e nevicate fuori stagione...

Il salame di cioccolato della mia nonna per il Calendario del Cibo Italiano

Secondo il bellissimo progetto del Calendario del Cibo Italiano oggi ci troviamo a celebrare la Giornata Nazionale del Salame di cioccolato, per rendere omaggio ad uno dei dolci più amati di tutta la nostra penisola. A parlarcene in modo approfondito sarà l'ambasciatrice Valentina De Felice del blog DiVerdeDiViola, nel suo interessantissimo articolo, sul sito ufficiale dell'Associazione Italiana Food Blogger. Sono certa che molti di voi avranno avuto modo di assaggiare, almeno una volta nella vita, questo golosissimo dolce a base di biscotti secchi e cioccolato, al quale viene conferita la caratteristica forma di un salame...

Torta pasqualina con uova di quaglia, bietoline ed agretti per il Calendario del Cibo Italiano

In molte case italiane non è Pasqua senza il rito della preparazione della famosa torta pasqualina, torta salata tipica della cucina ligure, in particolare del Genovesato, che non poteva certo mancare nella Settimana delle cucina della Pasqua, all'interno del meraviglioso Calendario del Cibo Italiano, patrocinato dall'Associazione Italiana Food Blogger, della quale sono felice di fare parte...

I Tortél Dóls di Colorno per il Calendario del Cibo Italiano

In Italia non esiste una cucina nazionale, non è presente un piatto nel quale possa riconoscersi tutta la popolazione. Questo perchè l'Italia è un paese caratterizzato dalle diversità, dal punto di vista geografico, climatico, linguistico (basti pensare ai vari dialetti), storico e culturale. Ogni regione, ogni provincia, ogni paese ha delle tradizioni e delle abitudini differenti. Tutto ciò ha dato vita ad una cucina dalle mille sfaccettature, fatta di tanti piatti tipici locali, ognuno con una propria identità e ben radicato nel territorio di origine, tanto che della stessa ricetta, esistono infinite varianti, anche nella breve distanza che si può percorrere spostandosi da un campanile all'altro...

I Pabassinas con la sapa per il tema del mese dell’MTChallenge n. 54

Chiamati anche papassinas, pabassinos o papassinos, il loro nome deriva dalla parola dialettale pabassa, che in sardo significa uva passa. Si tratta di tipici dolcetti presenti su tutto il territorio della Sardegna, in particolare nella zona centrale, dei quali ogni paese ed ogni famiglia, custodisce la propria ricetta, ma sempre con la costante presenza dell'uva passa. Un tempo la loro preparazione era legata alla stagione autunnale, periodo nel quale, in seguito alla vendemmia, si avevano a disposizione l'uva e il mosto...

Baci al cioccolato fondente con cuore morbido al cioccolato bianco, pepe rosa e mirtilli rossi

Oggi, nel giorno più dolce e romantico dell'anno, secondo il Calendario del cibo italiano promosso dall'Associazione Italiana Food Blogger, non poteva che festeggiarsi la Giornata nazionale dei cioccolatini. La pianta del cioccolato ha origini antichissime, si presume che i Maya furono i primi a coltivarla, intorno all'anno 1000 a.C.. L'introduzione del cacao nel continente europeo avvenne nel 1519, per opera di Hernàn Cortéz, dove si iniziò a consumarlo con l'aggiunta di zucchero e vaniglia per correggerne la naturale amarezza....

Graffe napoletane di patate per il Carnevale e per Quanti modi di fare e rifare

Le graffe sono dei golosissimi dolci di origine partenopea, resi particolarmente soffici dalla presenza delle patate nel loro impasto, che vengono rigorosamente fritti e spolverati con abbondante zucchero. La forma più tradizionale sarebbe appunto quella che ricorda delle graffette, realizzata con dei filoncini di impasto che vengono piegati ad u, sovrapponendo poi le due estremità, ma sia a Napoli, che in molte altre zone d'Italia, si trovano più spesso con la caratteristica forma a ciambella....