Ossa dei morti di Parma per il Calendario del Cibo Italiano

Fin dalla notte dei tempi, in diverse parti del mondo, si è andata sviluppando una stretta relazione fra morte e cibo; le motivazioni per cui il cibo ha assunto grande importanza in tale contesto variano da cultura a cultura. Tra Romani, Greci, Etruschi e in tutto il bacino del Mediterraneo, esisteva un linguaggio alimentare specifico, fatto di riti ancestrali. Il banchetto funebre non era solo un rituale religioso, ma in primo luogo una tradizione, volta ad onorare i morti, come se fossero ancora in vita. Il cibo veniva preparato con amore, così che il defunto si sentisse ancora benvoluto e parte integrante della famiglia.

I Tortél Dóls di Colorno per il Calendario del Cibo Italiano

In Italia non esiste una cucina nazionale, non è presente un piatto nel quale possa riconoscersi tutta la popolazione. Questo perchè l'Italia è un paese caratterizzato dalle diversità, dal punto di vista geografico, climatico, linguistico (basti pensare ai vari dialetti), storico e culturale. Ogni regione, ogni provincia, ogni paese ha delle tradizioni e delle abitudini differenti. Tutto ciò ha dato vita ad una cucina dalle mille sfaccettature, fatta di tanti piatti tipici locali, ognuno con una propria identità e ben radicato nel territorio di origine, tanto che della stessa ricetta, esistono infinite varianti, anche nella breve distanza che si può percorrere spostandosi da un campanile all'altro...

Zuppa di fagioli e castagne delle mie colline, con “gras pist” e gnocchetti di patate fritti per #MTC53

Ho preparato questa zuppa un paio di giorni fa, in una splendida mattina di sole, la prima dopo circa quaranta giorni di nebbia e di umidità, quell'umidità che ti bagna i capelli anche se non piove e che ti entra nelle ossa. Una di quelle giornate con il cielo così limpido e così turchino che, almeno dalle mie parti, si contano sulla punta delle dita nell'arco di un anno. La cosa meravigliosa è stata poter affacciarsi alle finestre di casa, e vedere da un lato i dolci crinali dell'Appennino parmense, e da quello opposto le vette imponenti delle Alpi, ricoperte di ghiaccio e neve...

Canederli all’emiliana per il Calendario del Cibo Italiano

Secondo il Calendario del Cibo Italiano, ci troviamo nella Settimana dedicata agli avanzi, ed oggi si festeggia la Giornata nazionale dei canederli, grossi gnocchi di pane raffermo, molto diffusi nella cucina tedesca con un numero sterminato di varianti e di nomi differenti, mentre in quella italiana sono presenti unicamente nelle cucine regionali del Trentino Alto-Adige, del Friuli, dell'alto Veneto e dell'alta Valtellina. Si tratta di un piatto molto antico, tipico della cucina contadina, basato sul principio del riciclo, sia del pane vecchio, che di altri ingredienti, come formaggi o fondi di salumi...

Zuppa di lenticchie rosse per il Calendario del Cibo Italiano

Non c'è modo migliore di iniziare questo nuovo anno, presentandovi un progetto straordinario, proposto dall'Associazione Italiana Food Blogger, al quale sono onorata di poter partecipare attivamente, in qualità di socia, ambasciatrice e contributrice. Infatti, in occasione del raduno che si è tenuto a Rimini dal 13 al 15 novembre 2015, AIFB ha presentato il Calendario del Cibo Italiano. Si tratta della risposta nazionale al National Food Calendar statunitense, e alle diverse giornate nazionali o internazionali dedicate ad un piatto, o ad un prodotto tipico, dei vari Paesi del mondo...

Muffins salati alla zucca con pancetta, pepe nero ed erba cipollina

Dopo tanta latitanza dal blog, in un periodo molto pesante e difficile, finalmente torno a vedere un piccolo spiraglio di luce, e trovo un attimo di tempo per postare questi stupendi muffins salati, che hanno riscosso così tanto successo, da doverli preparare due volte nel giro di pochi giorni. Ma il merito non è tutto mio, perchè se ho imparato a sfornare dei muffins da urlo, soffici e con la cupoletta bella gonfia, è solo grazie alla ricetta di Francesca del blog Burro e zucchero...

Rotolo di patate ripieno di zucca, salsiccia e cipollotti freschi per il tema del mese dell’MTChallenge n. 51

Quando penso al rotolo di patate ripieno, non posso fare a meno di collegarlo ai pranzi della domenica, con tutta la famiglia riunita a casa della nonna. Comfort food per eccellenza, è un piatto rustico e genuino, del quale ogni famiglia possiede la propria ricetta, che può variare in base alla stagionalità, alla regione, e soprattutto a quel che è avanzato in cucina. Un piatto quindi che nasce nelle cucine più umili, nelle quali si cerca di utilizzare ingredienti "poveri" come le patate, e di valorizzarli con l'arte del riciclo, con ripieni saporiti di ogni tipo, partendo dalla ricotta con gli spiaci, passando per il prosciutto con la mozzarella, fino ad arrivare a funghi e salsiccia...

La Picaia o punta di vitello ripiena al forno, un must della cucina tipica parmigiana

Che mi piace l'autunno l'ho già detto in diverse occasioni, ma quando si passa da un caldo praticamente estivo, a delle giornate fredde e piovose, quasi invernali, diciamo che si resta un attimo traumatizzati. A maggior ragione se arrivano virus di ogni tipo, e tutta la famiglia, nessuno escluso, si ritrova a letto febbricitante e con lo stomaco sotto sopra. Allora, l'unico modo per riprendersi, è stare qualche giorno a riposo, avvolti in uno strato spesso di panni, e appena tornano un pò di energie, preparare uno di quei piatti che farebbero resuscitare anche i morti, come la punta di vitello ripiena!

Passatelli in brodo emiliani…che passione!!!

I passatelli sono il piatto preferito della mia infanzia, più amati sia dei tortelli d'erbette che dei cappelletti in brodo. Erano spesso presenti in tavola nei giorni di festa, quando si preparava il brodo "buono", quello di cappone, ed io li adoravo alla follia!!! I passatelli vengono citati nel ricettario di Pellegrino Artusi, e discendono probabilmente dalla "tardura", conosciuta anche come stracciatella, una minestra di uova, formaggio e pangrattato, tradizionalmente servita alle puerpere....

Minestra “trovata” con cime di rapa e fagioli azuki per Quanti modi di fare e rifare

Questo mese, per il secondo appuntamento dell'anno nella cucina di Quanti modi di fare e rifare, siamo ospiti di Anisja del blog La cucina di Anisja, per preparare tutti insieme la minestra trovata. Si tratta di una ricetta antichissima, che veniva appunto realizzata con le erbe commestibili che si trovavano nei campi (tarassaco, borragine, ortiche, finocchietto selvatico, cicoria) e con quel che si aveva a disposizione nella dispensa di casa, spesso pane e legumi.